Luca Lischetti nasce a Laveno Mombello il 30 ottobre
1950. Vive e lavora a Montonate di Mornago (Varese).
Esordisce agli inizi degli anni '70 con una mostra personale
al Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo
da Vinci" di Milano, presentato da Gianfranco Maffina.
S'interessa presto di grafica, in particolare alla calcografia.
La sua ricerca pittorica è contrassegnata da una
visione "distorta" della realtà in cui
i personaggi, duri e stravolti, anche nei tratti somatici,
celebrano la recita quasi felliniana della vita (tra questi,
predominante è la figura del giudice).
Si interessa alla poesia di Francois Villon sviluppando
una serie di opere sulla "ballata degli impiccati"
che presenterà in Belgio alla Galleria Art Vision
di Virton. E' invitato alla decima edizione del premio
"Città di Gallarate" ottenendo il premio
acquisto, indetto dalla Civica Galleria d'Arte moderna
diretta da Silvio Zanella.
E' presente alla "Rassegna di pittura" al Palazzo
Pretorio di Poggibonsi con uno dei grandi quadri del ciclo
"Nel teatrino di Hans" .
Verso la fine degli anni '70 inizia a sperimentare
il legno inserendo nella superficie in bassorilievo, la
scrittura; diventerà poi "viaggio nel grande
tumulo dei protagonisti" e "il segreto degli
assassini della strada" .
Espone a Londra, nei primi anni '80, alla
Woodstock Gallery, presentando il ciclo "Alla ricerca
di Amelia Earhart" dove impiega la fotografia in
contrasto al legno. Esegue, con Vincenzo Accame, la grafica
per un'edizione ex libris su una poesia di Charles Cross
edita da Severgnini.
Espone a Milano, presentato da Roberto Sanesi,
alla Vinciana di Dagoberto Pavia, presentato da Miklos
N. Varga, espone alla Galleria d'Arte moderna del palazzo
dei Diamanti Di Ferrara ed alla pinacoteca dei Musei comunali
di Macerata.
Lavora con la "Bluart" di Varese viene premiato
alla rassegna di grafica di Castelnuovo Magra (SP).
Esegue la scenografia per "il trentesimo anno"
di Ingeborg Bachmann portata in teatro da Elena Roverselli.
Espone, presentato da Miklos N. Varga e Alessandro Mozzambani
ai musei civici di Villa Mirabello di Varese.
E' presente alla rassegna itinerante indetta
dai Musei civici di Varese "Artisti varesini"
in U.R.S.S. Tiene una personale alla Civica raccolta di
Terraglia di Cerro di Laveno con la presentazione di Luciano
Gallina.
Presenta, con Roberto Sanesi, il cicio "Da
re buffone" al Chiostro di Voltorre, composto da
una serie di trittici in legno con forti riferimenti a
T. S. Eliot. Negli anni '90, Riccardo Barletta promuove
la serie dei suoi nuovi lavori sul!' Africa che diventerà
"Un improbabile viaggio in Africa". Esegue,
assieme a Mocenni e Dangelo, la grafica per "Dialoghi
del Namoro" edito da Severgnini. Dal 1997 lavora
con Raffaella Silbernagl arte contemporanea di Daverio
(VA). Nello stesso anno, presentato da Flaminio Gualdoni,
tiene la mostra personale "Elogio del rosso".
Nel 1999, dal ciclo, "Elogio del rosso", presenta
"Lo sciamano diventa più corvo" con introduzione
di Riccardo Prina.
Partecipa con Enzo Gagliardino e
Sergio Sarri alla mostra itinerante ”l’uomo
il muro lo sciamano".
Nel 2002 tiene una personale, “Rosso di rotta",
al Chiostro di Voltorre presentato da Roberto Borghi con
testi di Mario Chiodetti.
Nel 2007 espone alla Galleria Vinciana di Milano la personale "Davanti al muro"
presentata da Valerio Deho.
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